mercoledì 4 luglio 2018

La nazionale giapponese pulisce gli spogliatoi. "Cultura superiore." "Sì però Nanchino?"


E' incredibile come il Giappone riesca a suscitare reazioni così forti e commenti tanto ritardati sia da una parte che dell'altra. Quanta forza ha l'immagine di questo Paese, anche tra i non appassionati!

Così, un fatto che rappresenta semplicemente un'abitudine (quello di associazioni sportive - e non solo - a tenere puliti gli spazi pubblici e sottolineo pubblici utilizzati) è diventata una grande questione su tutti i maggiori quotidiani, non solo sportivi, nei cui commenti ovviamente si sono formate due tifoserie.
Da una parte i boccaloni pronti a incensare la cultura nipponica e a declamarne la superiorità perché, si sa, l'erba del vicino è sempre più verde. Questi sono gli stessi che condividono su Facebook notizie del tipo "Un conducente del treno in Giappone si è scusato per essere partito con due secondi di anticipo" (non li fate mai salire sulla Saikyo-sen, mi raccomando).
All'angolo opposto del ring invece i ritardati, quelli che la sanno lunga, provocati dai boccaloni di cui sopra, pronti a ribadire che se i giapponesi sono tanto bravi allora che dire del massacro di Nanchino? Della pena di morte? Delle balene?

Come spiegare allora agli uni che una cultura non è per forza "superiore" solo perché tieni puliti i cessi e agli altri che la Manciuria o le comfort women non c'entrano un cazzo con delle persone che hanno deciso di riordinare uno spogliatoio? Ai primi vorrei chiedere almeno di definire il termine "superiore" e di spiegare quali sono i criteri della loro scala di valori; i secondi invece li inviterei, se proprio insistono, a guardarsi indietro e anche attorno per controllare se hanno la coscienza pulita.
Perché non prendere semplicemente atto del gesto, lodarlo e augurarsi che venga imitato (come è successo con quelli che pulivano gli spalti) senza per questo farsi tante seghe?

Infine un commento sull'impresa nipponica ai Mondiali dato che anche qui si sono formati gli schieramenti.


Il mio parere è che la nazionale giapponese vada apprezzata per essere riuscita a fare molto con il poco che aveva a disposizione. E' stata aiutata dalla fortuna, ma ha saputo approfittarne. Ha rischiato: contro la Polonia gli è andata bene, contro il Belgio male, ma alla fin fine ha fatto quello che doveva e per cui era lì. Applausi.
D'altra parte sottolineamo anche che su 4 partite (quattro) ne ha perse due, pareggiata una e l'unica che ha vinto (zoppicando) è stata contro una squadra rimasta in 10 per 87 minuti! Alcuni pensano che il Giappone sia il prossimo grande squadrone, ma il fatto è che Holly e Benji sono ancora là da venire e neanche si intravedono all'orizzonte!

martedì 26 giugno 2018

The Gods of Pegana


Finalmente ho finito di leggere questo (invero abbastanza breve) libro dell'immenso Lord Dunsany.

Sicuramente un'opera storica, molto immaginativa e (come sempre quando si parla di Lord Dunsany) un po' discosta dall'immagine del fantasy stile "Signore degli Anelli". Del resto risale al 1905, quando Tolkien era ancora un giovincello di 13 anni.

Alcune trovate, la ribellione dei tre dèi fluviali o la descrizione dell'apocalisse, hanno molto fascino ancora oggi, in altre parti l'opera suona un po' "esotica", con toni mitologici, allegorie, simbolismi. Non c'è ancora la complessità, il dettaglio di Tolkien, l'ordinata organizzazione di Arda e la sua storia maniacalmente categorizzata in Ere con tanto di date per gli eventi storici più importanti e precise genealogie. Gli eventi sono soffusi in un eterno presente leggendario. Se vi aspettate un altro Silmarillion potreste rimanere delusi.

C'è però molta Fantasia con la F maiuscola, in particolare se consideriamo che nessuno aveva mai scritto qualcosa del genere prima di Lord Dunsany (con quelli che confondono mitologia e fantasy neanche ci parlo): il dio supremo non è l'Iluvatar di turno, ma MANA-YOOD-SUSHAI, addormentato al suono dei tamburi cosmici di Skarl, e l'umanità è figlia di dèi minori, padroni dell'universo solo finché MANA-YOOD-SUSHAI non si sveglierà, provocando la fine di tutte le cose. C'è spazio anche per la descrizione dei profeti, alcuni folli, altri ciarlatani, altri ancora talmente saggi da intuire l'insensatezza dell'Universo.

La saga continua in Time and the Gods. Sono molto curioso di vedere se siamo sullo stesso tenore o se l'autore si sofferma su vicende un po' più dettagliate.

venerdì 22 giugno 2018

mercoledì 20 giugno 2018

Essere padri e leggere fantasy

Erendis e Aldarion: della serie "C'eravamo tanto amati"

But when Ancalimë was close on four years old Aldarion at last declared openly to Erendis his desire to sail again from Nùmenor. She sat silent, for he said nothing that she did not already know; and words were in vain. He tarried until the birthday of Ancalimë, and made much of her that day. She laughed and was merry, though others in that house were not so; and as she went to her bed she said to her father: 'Where will you take me this summer, tatanya? I should like to see the white house in the sheep-land that mamil tells of.' 
("Unfinished Tales", J.R.R Tolkien)
E io fino a quel punto avevo anche un po' condiviso questo sentimento di viaggiare, vedere e esplorare di Aldarion, ma poi ho letto quelle righe ed ero lì tipo

T_______T Nuoooo!!! Aldarion, non partiiireee!!! Non lasciare quella povera bambiiinaaaa!!!
Perchéeee loooo faaaaai!!! T______T

domenica 17 giugno 2018

Ocio ragazzi

Chi mi conosce sa che mi sono sottoposto a Lasik ormai 8 anni fa (a Osaka). Avevo un problema di miopia molto forte accompagnata da un certo grado di astigmatismo, e avevo fatto sempre uso di occhiali da vista. Non ho mai sopportato le lenti a contatto, ho provato a usarle per un periodo, ma non riuscivo davvero a tenere qualcosa negli occhi per tutto il tempo. E gli occhiali dopo 20 anni mi avevano davvero rotto le palle. Se si rompevano e non avevo una riserva sotto mano diventava difficile persino leggere gli orari dei treni (impensabile guidare, anche in pieno giorno).
In qualche modo coinvolto nella questione leggo dunque questo articolo del New York Times.


La mia opinione: la gente dovrebbe essere conscia dei rischi insiti nello spararsi un laser sulla cornea, ma questo pezzo è pessimo giornalismo.

Si tratta di una serie di aneddoti su persone danneggiate dal Lasik, ben poco informativo e chiaramente di parte. Le chiacchiere stanno a zero.
Sono citati tre studi, uno su un campione di 574 persone, uno vecchio di 11 anni (e riportante dati del periodo 1998-2004) e un altro difficile da verificare, visto che i dati citati sono a loro volta presi da altre ricerche, in un gioco di scatole cinesi nel quale non ho certo tempo di addentrarmi. Un quarto studio presentato riporta problemi derivanti da operazioni al Lasik senza fornire percentuali (non essendo quello il punto in questione).
Troviamo un solo aneddoto di una persona "comune" soddisfatta dall'operazione e per il resto solo le testimonianze di esperti del settore, riportate con un'aura della serie "Ma siamo sicuri che stia dicendo la verità?". Sono citati due studi pro-Lasik, ma ovviamente l'autore insinua che potrebbero esserci interessi economici dietro ai suoi risultati. Ah ma davvero? Perché, non potrebbero esserci interessi economici anche nello sconsigliare il Lasik? Quegli occhiali e quelle lenti a contatto non si vendono mica da soli.
Si tratta insomma di un articolo scritto coi piedi, che non si sforza nemmeno tanto nel suo voler essere "fintamente equilibrato".

Mia esperienza personale (aneddotica e quindi valida come tutte le altre del New York Times): gli occhi mi fecero male per alcuni giorni, dovetti proteggerli con una sorta di maschera di plastica e dovetti evitare di lavarmi la faccia per un certo periodo. Al bagno in mare dovetti rinunciare per un mese, nella doccia dovevo evitare che l'acqua mi andasse negli occhi.
Dopo qualche anno ho notato una sensibilità alla luce lievemente maggiore rispetto a prima e il famoso "alone" intorno alle luci di notte, sul quale ero stato ben informato prima dell'operazione e al quale non faccio nemmeno più caso. Questo è quanto (sgratt sgratt). Per il resto la qualità della vita è aumentata, e non poco.

Concludo: personalmente non consiglierei mai a nessuno di spararsi un laser negli occhi se non ne avesse veramente bisogno. Ad esempio, adesso la vista mi è di nuovo calata leggermente, potrei rifare il Lasik gratis presso la stessa clinica perché ho una sorta di "garanzia" di dieci anni, ma non sono minimamente interessato. Piuttosto mi rimetto gli occhiali, se si tratta solo di leggere o lavorare (per ora non ne ho bisogno). I rischi ci sono.
Del resto c'è il rischio anche di essere accoltellati mentre si sta viaggiando sopra uno shinkansen, quindi di che stiamo parlando? Imporre alti standard di sicurezza è d'obbligo, usare il cervello pure, sia nella scelta in sé, sia nella selezione della clinica.

Ma dico no alla gente che sparge terrore.

giovedì 14 giugno 2018

Bera piza itariana

Mia moglie spesso si vede con le altre mamme dell'asilo.
L'altro giorno mi parla della sua giornata mentre stavo cenando con un pizza livello "mensa Badoer" (in una scala da zero a "Pizza vera")
"Sai oggi siamo andate in questa pizzeria buonissima che si è qualificata sesta ai campionati mondiali di pizza!"
Io sono sempre un po' diffidente verso questi premi e poi sesta, insomma, tipo il Milan di Gattuso.
"Ma va?"
"Sì e costava pure parecchio, 2600 yen per una cosina così."
"Gulp." Immagine di Zio Paperone che vede volare via la banconota. "Ah ecco perché stasera c'è la pizza. Ma aspetta un attimo" continuo "non sarà mica questa roba qua??"
"No quella è la pizza del supermercato, mi sentivo in colpa così sono andata a comprarla."

Ah e così tu pizza pluripremiata e io pizza di gomma eh!!!! Tra l'altro ne era rimasta solo un quarto... Poi dicono che gli uomini muoiono prima.

lunedì 11 giugno 2018

Chi ha fatto palo?


E mò per chi tifiamo?
C'è da dire che da quando vivo in Giappone la nazionale l'ho sempre cagata un po' poco per via di orari non coincidenti (amo dormire). 
Le partite dell'Europeo 2012 le vidi tutte grazie a mio suocero fiero possessore di TV via cavo e registratore Blu-Rei (di Nanto) e anche il mondiale brasiliano lo seguii in qualche modo (per quel poco).

Certo che quest'anno non sarà neanche possibile perculare la poverissima nazionale giapponese, complimenti, anzi sono già volate alcune frecciate da moglie e colleghi. Fortunatamente ho sempre mantenuto un basso profilo sul calcio.

Come al solito simpatia alla Germania per i miei molteplici amici crucchi e per il resto vedremo.