lunedì 24 dicembre 2012

Il fosso di Tennoji

E così è Natale. 25 e 26 miracolosamente riposo, grazie a turni calcolati sapientemente un mese fa.
Dal 20 il negozio è stato un delirio a causa delle spese per le feste, la vigilia in particolare c'è stata la tempesta perfetta verso le quattro causa consegna polli arrosto cucinati al ristorante di sopra.
Ma magari del lavoro ne parlerò in un post apposito.

Ecco la situazione ieri pomeriggio.


martedì 18 dicembre 2012

mercoledì 12 dicembre 2012

Il mirabolante WAIN ECHISUPAAATOOO

Quando mi sono iscritto all'esame della JSA (Japan Sommelier Association) credevo che, forte del mio WSET Advanced e di mesi spesi in Nuova Zelanda, lo studio avrebbe disturbato solo saltuariamente le mie pennichelle. Ma non avevo considerato che siamo in Giappone e che per la JSA studiare significa conoscere il nome del primo compagno di stanza del cugino del nipote del fratello dell'aiuto viticoltore di Chateau de la Merde.

Ma ora l'esame l'ho passato e al primo colpo (unico tra sei nella mia azienda, gli altri tutti giapponesi) per cui nessuno può accusarmi di rosicare. Il punto: la JSA e il suo esame non hanno come obbiettivo quello di promuovere la conoscenza del vino, ma solo quello di crearci un business attorno.

Premetto che in Giappone esistono tre tipi di esami per il vino: Wine Expert, Wine Adviser e Sommelier. Il secondo e il terzo richiedono alcuni anni di esperienza lavorativa rispettivamente nella vendita del vino e nella ristorazione. Il primo è per tutti. La prima prova è molto simile per tutti e tre, la seconda prevede il test di degustazione per tutti, una prova orale per l'Adviser e una prova di servizio per i Sommelier.

Partiamo dal libro, un mattone di svariate centinaia di pagine illeggibile persino per gli indigeni.
Tonnellate di informazioni totalmente inutili ai fini dell'esame, assenza di un qualsiasi indice analitico e pessima scelta cromatica (bianco, nero e grigio), in 700 pagine di leggerezza. A fondo pagina gli esami dei quattro anni precedenti.
Alcune domande:

- Quali tra questi quattro chateau è un quatrième cru di Saint-Estèphe?
1. Chateau la Tour Carnet
2. Chateau Calon-Segur
3. Chateau Lafon-Rochet
4. Chateau Montrose

- Scegli la sequenza in cui i villaggi della Borgogna sono ordinati correttamente da nord a sud
1. Vougeot -> Blagny -> Givry -> Montagny
2. Nuits-Saint-Georges -> Chambolle-Musigny -> Puligny-Montrachet -> Mercurey
3. Volnay -> Mersault -> Saint-Amour -> Poully-Fuissé
4. Aloxe-Corton -> Chassagne-Montrachet -> Montagny -> Rully

- Quale di queste uve non è ammessa nella produzione dello Champagne?
E tu dici vabbé questa è facile, la so.
1. Spatburgunder (cosa... questa è Pinot Noir, ma non vorranno mica...)
2. Schwarzriesling (ma...)
3. Beaunois (?!?!)
4. Serine (geniale)
La risposta giusta tra parentesi era la 4. Beaunois è un sinonimo di Chardonnay che usano tipo tre persone in Borgogna. Serine è un Syrah in incognito. Spatburgunder = Pinot Noir; Schwarzriesling = Pinot Meunier.

Studio mnemonico all'ennesima potenza. Ci potrebbe anche stare, ma come è possibile realizzarlo con un testo talmente vasto da coprire argomenti come i vini croati e sloveni, le regolamentazioni giapponesi in materia alimentare e quelle sul commercio internazionale di alcolici? Solo per l'Italia ci sono 81 pagine, ci si potrebbe fare un corso di geografia. Cosa studiare dunque?
Ovviamente è necessario affidarsi a testi esterni, come quello dell'Academie du Vin, approfondito, ma conciso e chiaro nello stile e nella presentazione, ricco di suggerimenti per affrontare l'esame. E cacciare la grana. Oppure utilizzare servizi come wine-jyuken.com, per simulare le domande di esame. E cacciare altra grana. O frequentare un corso apposta seguito da insegnanti. E cacciare ancora grana. 
La filosofia della JSA non è insegnare qualcosa,  ma semplicemente mettere i bastoni tra le ruote in modo che la gente debba rivolgersi ad altre istituzioni. Istituzioni con cui sono sicuro loro non hanno NULLA a che fare. Figurati se in queste scuole di vino ci insegnano gli stessi funzionari dell'associazione o loro amichetti. Non potrebbe mai succedere una cosa del genere in Giappone, certo. 

E questo solo per la prima prova.
La seconda, quella di degustazione, è pirotecnica: con quattro vini e due superalcolici davanti è necessario, per i vini, svolgere l'esame organolettico e indicare varietà, annata e luogo di produzione. Per i superalcolici invece bisogna riconoscere cosa abbiamo nel bicchiere. 
Ma una Chartreuese la sapreste riconoscere? Un Suze? La differenza tra Pastis e Assenzio? Tra Mugijochu e Imojochu? Calvados e Armagnac? Ma non vi preoccupate perché l'Academie du Vin ci viene in aiuto offrendoci una degustazione libera di superalcolici a soli 7500 yen, senza limiti di tempo (solo limiti di fegato). 

Per i vini vabbé lavoro in enoteca, mi sono organizzato: giorno dopo giorno, vino dopo vino. Per i rossi Cabernet Sauvignon, Zinfandel, Merlot, Cabernet Franc, Pinot Noir, Malbec, Sangiovese, Syrah/Shiraz, Tempranillo, Carmenère più di una volta e da vari Paesi per confrontare gli stili.
E poi ci sediamo all'esame e cosa vengono fuori? Gamay e Nebbiolo! GAMAY e NEBBIOLO! Mai visti prima in un esame JSA. Il primo l'abbiamo cannato tutti, il secondo ho avuto l'illuminazione a pochi minuti dal termine.
Un'altro aspetto spassoso è la prova orale per l'Adviser. Io non ho dovuto sostenerla, ma da quanto so si svolge nel seguente modo: l'esaminatore legge una domanda e poi pone quattro risposte, della serie:

-  Quali tra questi quattro è sinonimo di Muller-Thrugau?
1. Elbringer
2. Rivaner
3. Grauburgunder
4. Rulander

Non capisco cosa ci sia di diverso dall'esame scritto.

I criteri di promozione sono un mistero: si dice che cambino di anno in anno, in base al livello dei candidati, ma nessuno ne sa nulla e la JSA non apre bocca (anche il WSET è un po' enigmatico, ma almeno il punteggio minimo per passare è noto).

Però alla fine ecco l'augusta notizia: l'esame è finito, sono stato promosso. Arriva la comunicazione a casa. Ma assieme alla comunicazione c'è anche una simpatica cedolina: per registrare il passaggio dell'esame bisogna pagare 20mila yen (ce ne erano voluti 25mila solo per l'iscrizione). WTF? E per cosa ho pagato fino ad adesso? Da quando in qua bisogna pagare di nuovo dopo aver passato un esame? Me li immagino quelli della JSA... "Questo disgraziato ha passato troppo presto l'esame, scuciamogli qualche altro yen per l'attestato e la spilla."

Così dopo aver sganciato l'ultimo pizzo, la spilla è diventata finalmente mia, tutto ciò in cambio dell'estate 2012 e di varie ore di sonno perdute. Bah.


lunedì 10 dicembre 2012

Riassunto delle puntate precedenti

Dopo tre anni e mezzo di Visual Basic e SQL Server, Tonari tira una sonora pernacchia alla programmazione e se ne va un pezzo in Nuova Zelanda a studiare vino.
In Nuova Zelanda supera senza problemi il corso e prende il certificato WSET Advanced, per poi farsi un breve giro a Marlborough.
Le sue vecchie ossa però non reggono i freddi venti antartici e intorno alla metà dell'anno ritorna in Giappone dalla sua Penelope. In breve trova lavoro in una enoteca di Osaka e dopo mille bestemmie aggiunge ai suoi trofei anche il titolo di Wine Expert per la Japan Sommelier Association (ne riparleremo).

Così tra un irasshaimase e un arigatou gozaimasu, uno shitsurei shimasu e un "il prossimo che entra da quella porta un minuto prima della chiusura lo apro in due con una motosega" la vita va avanti.

E ora la continuazione.