giovedì 24 ottobre 2013

Il soba-udon di Shinagawa

Rieccomi! Terzo post nel giro di due mesi?? Incredibile! La mia tattica di allontanare più persone possibili per ricominciare veramente a parlare di cazzi miei rischia di fallire. Ma non importa.

Lo scorso fine settimana sono stato a Tokyo per un esame sul vino tedesco (il mio passatempo è prendere i certificati più strambi). Negli anni ho perso i contatti con quasi tutti gli edokiani, giapponesi e gaijin, conosciuti durante la Keio e avendo anche moglie e figlia al seguito non ho rispolverato le amicizie ormai sopite. Lunedì serà, sulla via per Haneda, sono passato anche davanti a Tamachi, sede del Mita Campus keiota e culla di tanti ricordi, e per un attimo mi è balzata l'idea di fare un breve salto, così, per respirarne di nuovo l'aria. Tuttavia ho desistito: gli anni son passati, l'università è stata rimessa nuovo, le persone non sono più le stesse. Che senso ha? mi sono detto.
Dovendo cambiare a Shinagawa mi sono però concesso una brevissima deviazione (10 metri) per vedere il vecchio locale di soba e udon dove mi rifocillavo la mattina prima di andare a lezione. Ne avevo parlato sia nel Mainichi 1 (nel 2006) che nel 2 (nel 2008) e vi linkerei i post, ma al momento il sito (hostato da iobloggo.com) appare irraggiungibile... speriamo di non aver perso tutto.

Il soba-udon di Shinagawa non c'è più. La sua aria asfissiante,  i suoi salaryman sudati, il vapore del soba caldo, l'andirivieni, gli irasshaimase delle vecchie cameriere (mi pare ci fosse anche qualche bella patata, ma il ricordo è molto confuso). Non c'è rimasto nulla.
Al suo posto una triste farmacia, fredde luci a illuminare scaffali di medicinali, erbe cinesi, preservativi, pillolame assortito.
Ho sentito un po' di amarezza, il sapore del niku-soba scivolare via dai miei ricordi. Il passato. Il 2005. Quei luoghi, quei tempi, le persone che frequentavo addirittura (alcune delle quali all'epoca importanti come la mia stessa vita) non esistono più. Non come allora.
Da allora sono nati e tramontati nuovi miti, nuove storie, il Tea's Park di Takasago, il motorino (sniff) e i miei giri in sella nella notte solo coi miei pensieri, l'ijinkan di Kobe teatro di varie tragicommedie amorose. E oggi?
A oggi ho di nuovo cambiato lavoro (da Osaka a Kobe) e mi sono trasferito da Izumiootsu ad Akashi.
Izumiootsu, che bella merda di città. Strade enormi, nessuna conoscenza, limitata possibilità di spostarsi. Un dormitorio praticamente. Non ho la minima nostalgia per quel postaccio.
Akashi invece promette bene. Le vecchie amicizie kansaiote sono più vicine, ma soprattutto ho il mare a 10 minuti di corsa da casa, il mare vero con la spiaggia. Non è una spiaggia fenomenale, siamo in Giappone non ai tropici, ma la prima volta che ci sono arrivato mi sono commosso. Erano anni che non camminavo sulla sabbia. Ci sono capitato al tramonto, a fine settembre. L'atmosfera era ovattata, gruppi di persone salutavano l'estate con generosi barbecue, alcuni temerari impennavano sulle moto d'acqua.
Allora stasera, mentre rimuginavo di ritorno dal lavoro, ho pensato al tempio di Suma, a Sannomiya, al castello di Himeji, a Tetsujin 28go, a tutti quei posti che mi piacciono e che ho ancora a portata di mano. E a quelli che devo ancora scoprire.

E mi sono detto che c'è ancora molto da vivere.


2 commenti:

  1. Ottima scelta il pezzo musicale, mi ero perso la figlia.

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    1. Era tra le tante cose che non ho scritto :)

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