sabato 29 marzo 2014

Balle di fieno per la blogosfera

Che tristezza la blogosfera di questi tempi. Di blog ne seguo ancora alcuni, Il Doc e Uriel sono i più prolifici, il Morto del Mese ha avuto un periodo di silenzio ma pare essere tornato in buona forma. Anche Mattia aggiorna costantemente, ora dalla Repubblica Ceca, dove è tornato dopo i suoi anni in Giappone. Idiota Ignorante ogni tanto regala qualche perla, ma il ritmo si è fatto purtroppo molto lento, Zwei è della serie pochi ma buoni (molto belli i post storici) e pure il Duca, quando non parla di coniglietti o incensa Gamberetta, sa tirare fuori post interessanti.
Ma questi sono tutti blog di gente che non ho mai frequentato, leggo e basta (a parte un po' Mattia). Tutti gli altri, quelli a cui partecipavo più o meno direttamente o i cui autori ogni tanto facevano capolino sul Mainichi 3, sono dismessi o praticamente zombie. Clamoroso il caso di Albino, che per anni ha allietato le mie ore da programmatore: ultimo aggiornamento a novembre dell'anno scorso. Su un blog, quando cominci a scusarti per l'assenza, è l'inizio della fine. Adesso pare sia sempre in viaggio e viva praticamente su un aereo. Ma chi se li scorda i post polemici e un po' populisti fonte di infinite discussioni nei commenti? E la volta che tolse i voti agli stessi commenti perché la gente dava pollice verso ai suoi? LOL! Ma la più bella fu quando spalò ettolitri di merda sui delegati della Regione Basilicata che si facevano le vacanze a sbafo in Australia per un evento-fuffa e due post dopo veniva a chiederci "Devo fare una riunione di due ore in Giappone, che ne dite se invento qualche cazzata e mi faccio dare una settimana?" Ahahahah mito!
Anche la battaglia sulla cucina italiana e giapponese tra me e lui è un capitolo impossibile da dimenticare. Devo ammettere che la mia risposta fu totalmente sballata, sarebbe stato molto più efficace dire le cose come stanno, ovvero che la cucina italiana non esiste. Ma questa è un'altra storia. Mi chiedo anche se il blog su splinder (precedente a mondoalbino) l'abbia salvato da qualche parte, sarebbe un peccato averlo perso.
Ma oltre ad Albino possiamo ricordare altri: Giappo Pazzie per esempio, interessante finestra polemica sul Giappone contemporaneo. Molte cose sacrosante, certo che a volte pensavi cristo ma capitano tutte a lui?? Mai avuto nemmeno la metà dei problemi che descrive nei suoi post, però oh non è che dubiti della parola eh. Pare essere impegnatissimo nel lavoro, ma per il resto non saprei. Emi e Ege li ho seguiti un po' a singhiozzo, ma una volta siamo andati al mare insieme a Maiko. Anche qui il blog ormai latita, ma quest'anno, dopo una lunga esperienza nipponica, torneranno in Italia. Beati loro che possono spostarsi con relativa facilità. Sirdic e il suo uccellone non si fanno sentire dall'inizio dell'anno scorso e poco dopo se ci mettiamo dentro anche l'altro sito; bh3o81, che ogni tanto commentava sul Mainichi 3, ha addirittura cancellato il blog. Kitsune999 di scrivere ne aveva già le balle piene anni fa per cui la situazione purtroppo non è cambiata. L'unico che resiste imperterrito è Andrea, lui sì una persona che frequento ancora, per quanto la distanza ci permetta di farlo solo via Skype (e ora che siamo entrambi accasati neanche più di tanto). Il blog è interessantissimo, l'ho visto linkato spesso su gruppi di Facebook o altri blog, ma ha un taglio molto professionale per cui sono costretto ad astenermi dallo sparare cazzate (non che ce ne siano molte occasioni).
Rimangono figure leggendarie tipo Akanishi o Eppolsenchampagne, coi loro blog perduti nell'etere, quello di Eppols in particolare me lo ricordo spassosissimo, ma a un certo punto mise la password e finì lì. Notizie di qualche anno fa e di terza mano lo davano in USA accasato con un'indiana, ma vai a sapere.
E Tonariuzzo? Tonariuzzo come vedete c'ha i suoi periodi ogni tanto sta zitto 3 mesi, poi pubblica 5 post in una botta, poi riscompare. Ma è sempre vivo, se la passa in quel di Kobe in attesa di trovare il suo posto al sole.

Al giorno d'oggi tutta l'attenzione è sui gruppi di Facebook, niente di male per carità, ma preferisco un relativo anonimato, mi sento un po' più libero di scrivere quello che mi pare. E la blogosfera, almeno la parte che frequentavo io, intanto galleggia un po' nella tristezza. Mi ricorda un po' i vecchi canali IRC, i server sono ancora là, ma non c'è rimasto praticamente nessuno. Torneranno i "tempi d'oro"? Non credo, le strade si sono interesecate per un breve periodo (anche un po' a causa del terremoto del 2011), ma non assisteremo più all'esplosione di commenti di qualche anno fa. Oggi se una persona vuole sapere come si vive in Giappone, chiede sui social network, non viene più a spulciarsi i blog dei residenti. Del resto è un modo molto più efficiente.
Il Mainichi continuerà a vivacchiare come ha fatto fino a oggi. Forse un giorno lontano ci sarà spazio per una nuova appassionante avventura, ma al momento attuale nulla lo lascia presagire. Fino ad allora saremo sempre qui.
The sound of the Gion Shōja bells echoes the impermanence of all things; the color of the sāla flowers reveals the truth that the prosperous must decline. The proud do not endure, they are like a dream on a spring night; the mighty fall at last, they are as dust before the wind.

Vicino al mare



Akashi, vicino al mare.
Adoro questo scorcio, mi sembra di essere in uno qualunque dei posti in cui vorrei vivere, il Kyushu meridionale, Okinawa, Tanegashima o da qualche altra parte ai tropici.
E questa è la spiaggia


Non è male, non ci sono chioschetti, ma è abbastanza frequentata, in particolare da famiglie. C'è già chi ha cominciato la stagione dei picnic.
Le boe che vedete dovrebbero essere quelle delle reti per catturare i polipi, specialità del posto, e sono l'unica triste macchia a ricordarmi che sono ancora nel civilizzato Kansai. Appena inizia a fare caldo ho comunque tutte le intenzioni di recuperare il mare perduto negli ultimi anni.

giovedì 27 marzo 2014

Ma chi le scrive ste cazzate?


Ma chi le inventa ste cazzate? Però vorrei fare delle precisazioni, visto che in ogni dove i Sapientini Clementoni son sempre pronti a insegnarci quanto siano inefficienti e cazzeggioni i giapponesi.
Dal basso della mia esperienza in tre aziende e altrettanti ambienti diversi (ufficio, negozio, magazzino) posso dire che in ufficio effettivamente si può perdere molto tempo. Il computer è a portata di mano, google pure e non è un caso se il mio periodo d'oro di blogger risalga ai tempi in cui programmavo: la metà dei post li ho scritti a lavoro. All'epoca ero pure scapolone (a parte un breve periodo alla fine) e poco mi interessava di tornare a casa presto, non c'era nessuno ad aspettarmi. Come me ce ne erano altri, i ritmi potevano essere molto blandi.
In un negozio la musica è mooolto diversa. La gente entra e si deve far cassa, interfacciarsi coi clienti è necessario per la pagnotta, certo c'erano giornate sonnacchiose, ma il telefono poteva squillare in ogni momento e toccava starci con la testa o erano cazzi (prendevamo anche ordini per i bento che ci faceva il ristorante sopra, vietato sbagliare). Insomma non si poteva certo cazzeggiare su facebook o scrivere post. Si finiva alle nove di sera e non si prendeva il minimo straordinario per cui alle otto e mezzo cominciavamo a prepararci e scalpitavamo per chiudere tutto il più presto possibile. Ovviamente il resto del lavoro (ordini, arrivi ecc) doveva già essere bello che finito se no il giorno successivo ne avremmo sentite di tutti i colori. Alla faccia dell'inefficienza. Soprassediamo sui deliri natalizi e capodannizi dove, con tutte le cose da fare, sembrava di essere dentro una centrifuga. Al già citato ristorante (stessa azienda) credo fosse pure peggio.
Nel magazzino il ritmo continua ad essere serratissimo: anche qui si va un po' a periodi, ma specie nella prima metà del mese gli ordini sono molti e bisogna prendere i vini a portarli il più velocemente possibile ai furgoncini in partenza. Il tutto chiaramente riesce meglio se il magazzino è in ordine per cui è bene trovare tempo per mettere a posto. Nel frattempo arriva anche la merce da registrare... A novembre col beaujolais nouveau e soprattutto a dicembre stavo per andare fuori di testa, tra l'altro tra casse e cassette ci si spacca letteralmente la schiena col leader mai contento che ci sprona a essere veloci, più veloci e ancora più veloci che gli straordinari la kaisha ce li paga bene per cui BISOGNA TORNARE A CASA PRESTO. Io adesso ho una figlia per cui uscire alle 5 e mezzo di sera da lavoro è un piacere, mi dedico ad altro, alla famiglia, mi faccio i cazzi miei.

In tutto ciò, di persone che dormivano veramente sul lavoro ne ho incontrate due ed entrambe erano dei poveri ciccioni depressi senza speranza che si imbottivano di medicinali e per questo avevano il cervello dal blackout facile. Uno pare si sia pure un po' ripreso.
Indi la morale della favola è: i ritmi lavorativi dipendono dall'azienda e dal tipo di attività. Giapponesi inefficienti e pelandroni un cazzo, sanno essere dei perfetti feldmarescialli se vogliono. E in quei casi dormire è il miglior modo per farsi licenziare.

mercoledì 5 marzo 2014

Respect

Così, una cosa e l'altra, guardando la tv scopri che Akashi Sanma


- una sorta di boh Paolo Bonolis giapponese? - dopo essersi divorziato diversi anni fa dalla moglie


- Ootake Shinobu (mah) - ed essere (suppongo) passato attraverso varie storie, al momento attuale frequenta una certa Yuuki Makoto, PORNOATTRICE VENTITREENNE di belle... speranze.
Perché non parli?
Gente meno aperta di noi potrebbe pensare ahah sfigato! nerboruti Yakuza si trombano tua morosa da mane a sera coglione. Ma non noi: noi invece nutriamo grande stima per quest'uomo. Che cazzo volete che gli freghi se questa c'ha più uccelli di una voliera? A più di cinquant'anni  si tromba una pornoattrice pocò più che ventenne! Chiamalo scemo.
E ovviamente quando si parla di arte non può non venire in mente l'incommensurabile Nakanishi Rina. Purtroppo non abbiamo nuove da parte sua, ma siamo sicuri sia una madre modello.

Di sicuro allatta bene.


lunedì 3 marzo 2014

Carramba che sorpresa!

Oggi, come spesso facciamo, siamo passati da Tsutaya per noleggiare qualcosa.
Il problema è che non c'era veramente niente che volessi vedere, così preso dalla disperazione, mi è capitato tra le mani questo strano film, "The pirates". Io coi film sconosciuti e un po' trash, specie di ispirazione fantasy e storica, ci vado a nozze e poi pirati, perché no. Poi guardo sul retro della confezione e vedo "lingua italiana con sottotitoli in giapponese". Oibò un film sui pirati in italiano! Qui, dove di nostrano non arriva praticamente nulla! Così, incuriosito, l'ho preso.

Mi sono trovato davanti le prime due puntate condensate di una serie tv del 1999 intitolata in originale "Caraibi", regia di Lamberto Bava. Ma il trip più grosso è stato quando ho scoperto che uno dei due protagonisti, il Jack Sparrow de noantri se vogliamo, era quest'uomo:


Nicholas Rogers! Quello che faceva Tarabas su Fantaghirò! Il bel tenebroso col look metallone! Ma te pensa, un uomo di cui avevo accuratamente rimosso la memoria almeno almeno dal 2005!
La storia è un po' intricata e il film piuttosto scrauso: fossero stati gli episodi interi di tutta la serie forse me li sarei anche goduti, la regia un po' goffa mi ha infatti messo addosso una strana nostalgia. Però così, con due puntate mescolate e tagliuzzate e senza la minima speranza di sapere come finisce la vicenda, 100 yen mi sono sembrati pure troppi. Sorvolo sulle patetiche scene in CGI della nave (grasse risate), ma applaudo la scelta dello sceneggiatore di far morire subito il personaggio di Anna Falchi, vederla recitare è come sentire lo stridio del gesso sulla lavagna.

La domanda che rimane alla fine di tutto è: perché? Come è possibile che con tutti i film italiani e non che non ce la fanno ad arrivare qui, proprio questa serie, amputata e azzoppata, sia riuscita ad avere sottotitoli e doppiaggio giapponese e a ritagliarsi uno spazio da Tsutaya? E che penserà un povero giapponese che si noleggi il DVD per scoprire un film senza finale né (suppongo) seguito?

Comunque cercando in giro ho scoperto che alla fine Nicholas Rogers si è ritirato dalle scene e ora fa il decoratore di interni a Sydney. Eeeh il tempo passa! M'ha preso un po' di nostalgia, quasi quasi mi riguardo Fataghirò. Anzi aspettate: anche no.